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Fatturare senza partita IVA è possibile?

Fatturare senza partita IVA è possibile?

Chi apre la partita iva si trova immediatamente ad avere a che fare con onerose pratiche burocratiche. Quando si inizia a lavorare in proprio però non si inizia a guadagnare subito. Dobbiamo prima acquisire una certa notorietà e trovare un certo numero di clienti prima che la nostra attività inizi a fruttarci. Potrebbero passare anche svariati mesi, a volte addirittura anni, prima di ingranare.

Ma quando si è lavoratori autonomi a tutti gli effetti bisogna adempiere ad alcuni oneri burocratici indipendentemente dall’esito della propria attività. Nonostante le agevolazioni che vengono rivolte a chi apre un’attività in proprio, molti all’inizio non riescono a sostenerne le spese. Infatti i clienti potrebbero scarseggiare e il lavoro arrivare solo occasionalmente. E’ possibile in questi casi fatturare senza partita iva?

Fatturare senza partita iva: cosa stabilisce la legge italiana

Fatturare senza partita iva è possibile se sussistono determinate condizioni. L’apertura della partita iva infatti non è considerata necessaria per le attività svolte occasionalmente. In questo caso è sufficiente stipulare un contratto di lavoro autonomo occasionale tra le due parti. Ma che cosa si intende per attività svolta occasionalmente?

A sancire questa possibilità è lArt. 2222 c.c. Questo articolo prevede una serie di caratteristiche che definiscono un lavoro occasionale, che sono:

  • assenza di abitualità
  • mancanza di organizzazione e coordinamento

Non vengono definiti dei parametri precisi che sanciscono il passaggio dal lavoro occasionale a quello continuativo, quindi è sempre il giudice a stabilirli in base al caso in questione.

Il mito del limite dei 5.ooo euro

Circola da sempre l’idea dell’obbligo di apertura della partita iva da parte di chi ha guadagnato in un anno più di 5.000 €. Questo obbligo in realtà non esiste e anche al superamento di questa cifra lorda è possibile continuare a lavorare senza partita iva se il lavoro svolto continua ad essere classificabile come prestazione occasionale.

Il superamento di questo importo annuo obbliga però il lavoratore ad iscriversi all’INPS e a iniziare a versare i contributi.

Come emettere fattura senza partita iva

Quando si incassa il proprio compenso si è tenuti a rilasciare al committente una ricevuta per il lavoro fatto. Tale ricevuta è diversa dalla fattura che viene emessa dal possessore di partita iva. La differenza principale è che questa ricevuta non prevede l’addebito dell’iva, bensì quello della ritenuta d’acconto, che ammonta al 20%. Quando l’importo del compenso per prestazione occasionale supera i 77,47 euro, sulla ricevuta originale dovrà essere apposta una marca da bollo da 2 euro.

Articolista e copywriter freelance, amo scrivere dei più svariati argomenti. Sono un’appassionata di fotografia e video.